Infrastructure indexes: who wins between Europe and US?

Infrastructure indexes: who wins between Europe and US?

Infrastructure indexes: who wins between Europe and US? 1200 750 AltReturns
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Le versione in italiano si trova al termine di quella in inglese

ENGLISH VERSION

During high volatility periods, many investors look for companies with predictable cash flows and that pay high dividends. In this particular case, the infrastructures sector ( i.e. highways, aqueducts, …) appeal increases because of its defensivity and low correlation with the broad benchmark ( i.e. MSCI Europe, SP 500, …) .

Infrastruttures in Europe

By looking at the performance since 2011, we observe that the European infrastructures index peacked in 2015 at 976 point. Since that day a correction started and in December 2018 its value is around 750 point. This performance, +2.7%, is very poor if compared with the MSCI EMU that in the same period increased by 24%.

In conclusion, we observe that the beta calculate on the last 2 years returns is equal to 0.64. This value is a further proof of the defensiveness of the sector.

Infrastruttures in US

In contrast to the European Infrastructures index, the American one is close to its all time highs and its performance since 2011 has been +35% vs +69% registered by the SP 500.

In this case, the comparison between EU and US is in favor of the American infrastructures, even if the low correlation with the market (we have again a 0.64 beta) penalized the performance during the last years bull market.

VERSIONE ITALIANA

Nei periodi di alta volatilità i risparmiatori cercano solitamente di investire in asset class con cash flow prevedibili e che possibilmente paghino dividendi corposi. In questo caso uno tra i settori con maggiore appeal è quello delle infrastrutture ( e.g. autostrade, acquedotti, …) un settore che tende ad essere generalmente difensivo e per questo poco correlato con il mercato di riferimento.

Infrastrutture in Europa

Guardando alla performance negli anni immediatamente successivi alla crisi, possiamo osservare che l’indice associato alle infrastrutture ha toccato il suo picco nel 2015 a 976 punti per poi correggere e attestarsi in chiusura di 2018 a 750 punti. La performance nel periodo in analisi è stata del 2,7%, un ritorno tutt’altro che esaltante dato che l’MSCI EMU è salito del 24%.

Osserviamo infine che il beta calcolato sugli ultimi 2 anni è pari a 0,64. Questo valore è una prova della difensività del comparto.

Infrastrutture in US

A differenza dell’indice europeo, quello americano relativo alle infrastrutture si trova sui massimi del periodo in analisi e la performance dal 2011 è stata del 35%, mentre l’SP500 è salito del 69%.

In questo caso, la performance rispetto al comparto europeo è decisamente superiore anche se la difensività del settore (anche in questo caso il beta è dello 0.64) ha penalizzato la performance durante il bull market degli ultimi anni.

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