Peer to Peer Lending: Alternative (High) Returns

Peer to Peer Lending: Alternative (High) Returns

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La versione italiana è disponibile al termine di quella in inglese.

ENGLISH VERSION

Currently, global interest rates are relatively low for investors looking for double digits returns. In general, the required rate of return varies according to the investor risk profile but many can consider acceptable the level few percentage points above inflation.

The years before 2000 when American government bonds with 1 year maturity were yielding more than 5 are just a far memory.

For this reason, investors are looking for returns elsewhere and peer to peer lending represents a valid opportunity.

Thanks to the fintech revolution that is shaping the lending segment, individuals can substitute themselves to banks and lend money directly to another person.

The expected return associated to this operation is function of the risk that the borrower will not settle is debt: the higher the return, the higher the risk. There is no free lunch.

However, a borrower can reduce the risk associated to an operation by diversifying his investment among several borrowers.

According to the Alternative Finance Industry Report, in 2017 the P2P lending industry financed globally almost 21 billion and the market is steadily growing.

We should consider that almost 8% of the peer to peer loans generally defaults, while on average only 2 to 3% of banking loans are not repayed. Even if we look at consumer loans, one of the riskier segments, the defaults rate is between 3 and 5%, a lower level compared to peer to peer lending.

In the image below (source: https://www.money.co.uk/savings-accounts/peer-to-peer-savings-accounts.htm), we show the peer to peer loans that currencly offer the highest returns  (and for this reason are also the riskiest).

VERSIONE ITALIANA

Attualmente, i tassi di interesse a livello globale sono ancora ad un livello piuttosto basso per gli investitori alla ricerca di ritorni interessanti. Generalmente, il livello minimo di remunerazione richiesta varia da investitore a investitore ma di solito un livello accettabile si colloca qualche punto percentuale al di sopra dell’inflazione. Sono ormai un lontano ricordo gli anni precedenti al 2000 in cui i titoli di Stato americani con scadenza ad 1 anno rendevano attorno al 5%.

Gli investitori si vedono quindi obbligati a cercare nuove asset class che offrano ritorni interessanti, una tra queste può essere il peer to peer lending.

Questa novità portata dalla rivoluzione fintech che ha investito il mondo dei prestiti prevede che un individuo possa prestare soldi ad un richiedente, andando così a prendere il posto che generalmente occupano gli istituti finanziari. La remunerazione associata a questo tipo di operazione è funzione del rischio che il richiedente non restituisca più il denaro preso in prestito: maggiore il rendimento atteso, maggiore il rischio. Non ci sono pranzi gratuiti.

Un prestatore può comunque ridurre il rischio dell’investimento andando a suddividere, quindi a diversificare, l’ammontare messo a disposizione tra diversi richiedenti.

Secondo quanto riportato nell’Americas Alternative Finance Industry Report, l’industria del P2P lending ha finanziato nel 2017 circa 21 miliardi a livello globale e la crescita di questo mercato sembra non rallentare.

Occorre comunque sottolineare che circa l’8% del totale dei prestiti erogati non è mai stato ripagato, mentre i default associati ai prestiti bancari è compresa generalmente tra il 2 ed il 3%. Anche se guardiamo a prestiti più rischiosi come quelli al consumo la percentuale di default è comunque più bassa e si aggira tra il 3 ed il 5%, un valore comunque più contenuto rispetto al peer to peer lending.

Nell’immagine sottostante (fonte: https://www.money.co.uk/savings-accounts/peer-to-peer-savings-accounts.htm)  riportiamo le operazioni peer to peer lending che offrono i ritorno più interessanti ( e che quindi sono più rischiose ).

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